Via Degli Archi | SPIM GENOVA

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Via degli Archi: idee per una rivitalizzazione identitaria

vista aerea della via degli archi

Si è svolta lo scorso venerdì 30 aprile la presentazione del progetto realizzato dal dipartimento di Architettura e Design su via degli Archi ed è stata accolta con entusiasmo da parte di tutti i presenti, tra i quali il sindaco di Genova, Marco Bucci.

“Perché conservare non significa non toccare, bensì gestire” ha ricordato il presidente di SPIM, Stefano Franciolini.

La società persegue valori di sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, per rendere il patrimonio efficiente, sostenibile e connesso. “Per questo motivo SPIM guarda al di là della valorizzazione di un singolo immobile e punta alla riqualificazione di zone intere, incidendo su immobili, area e popolazione – generando opportunità di lavoro e occasioni di incontro e così, tessendo la città.”

“La collaborazione con il dAD è soltanto la prima di molte e occuparsi di valorizzazione con il dipartimento di Architettura e Design è molto importante per la nostra società, manteniamo il livello altissimo lavorando con i partner migliori” conclude Franciolini.

SPIM e via degli Archi

L’azienda partecipata è proprietaria di 9 degli archi dell’omonima via, nella quale sta operando un progetto di riqualificazione con azioni articolate in tre fasi principali:

Gestione
SPIM ha locato gli archi a diversi imprenditori. Tra le attività che sono o saranno insediate si contano un grande ostello su modello londinese, studi di architettura e tecnici e anche una scuola di danza.

Valorizzazione
Oltre a questa attività in corso, SPIM si vedrà incaricata del progetto che prevede il rifacimento del manto stradale di una porzione della sovrastante via Podestà, nella quale le radici degli alberi stanno sollevando l’asfalto e causando problemi d’infiltrazione negli stessi archi – il progetto allo studio include anche un’innovativa soluzione di vasche per il riciclaggio d’acqua piovana per le piante.

Riqualificazione
Come rendere attrattiva una zona oggi semi-invisibile? La valorizzazione degli archi in se è un grande progetto, ma la riqualificazione della zona, della via, è fondamentale per un progetto che abbia successo. Per questo SPIM ha affidato al Dipartimento di Architettura e Design (dAD) uno studio su come dare vita e mettere in valore via degli Archi. Il dAD ha lavorato al progetto presentato venerdì 30 aprile davanti a istituzioni sindaco, assessori di riferimento, università e associazioni di categoria.

IDEE PER UNA RIVITALIZZAZIONE IDENTITARIA

 “Rivalutare e conservare è assolutamente fondamentale per la città del futuro che vogliamo per noi e per i nostri figli”

Ha dichiarato Bucci, descrivendo ai presenti la strategia dell’Amministrazione per la città, che prevede la rivalutazione della mura, come nelle più grandi e belle città d’Italia e d’Europa.

Rivalutare non significa fare parcheggi, ma fare in modo che le persone possano vedere, passeggiare, capire quanto le mura sono state importanti e quanto ci aiuteranno per costruire il futuro della nostra città.

“Sono le premesse per realizzare un progetto bellissimo, ovvero prolungare via San Vincenzo creando un’arteria che creerà un percorso lungo una manciata di km e che permetterà di godere di un quadro incomparabile della nostra città.”

A proposito di SPIM, il sindaco ha concluso il suo intervento sottolineando che l’azienda partecipata interviene ogni giorno in notevoli operazioni immobiliari che hanno contribuito e contribuiscono a cambiare la città. Marco Bucci ha sottolineato che il lavoro di qualità che SPIM è solita realizzare è fondamentale per questo progetto, per il suo recupero e per il grande futuro della città.

“Mi riempie di soddisfazione”, aggiunge l’assessore al bilancio e ai lavori pubblici con delega su SPIM Pietro Piciocchi, “che abbia saputo ben interpretare il ruolo che l’Amministrazione le ha affidato, guardando al futuro dell’azienda e superando le criticità”.

La visione dell’Amministrazione, continua Piciocchi, coincide pienamente con la ricerca di valorizzazione di questa porzione di città. E’ giusto che piccoli e grandi interventi si confrontino, perché la città possa crescere in armonia.

Due sono i punti cardine citati dall’assessore:

  • il sistema di connessione, fondamentale per creare l’osmosi necessaria al successo del progetto. E’ attualmente allo studio un sistema di collegamento su ferro che dalla stazione dell’ascensore attuale arrivi fino al Waterfront di levante, collegando le due zone. Questa realizzazione renderebbe quindi l’area del Ponte Monumentale un punto nevralgico per i movimenti in città.
  • la tecnologia digitale è il secondo tema importante per l’Amministrazione, che sta valutando e studiando l’introduzione della tecnologia nei contesti cittadini, quali impianti led educativi e pubblicitari, in accordo con le raccomandazioni della Soprintendenza.
ponte monumentale verso inizio 900

Il lavoro presentato dal dipartimento Architettura e Design

L’obiettivo dello studio condotto dai professori Falcidieno, Ruggiero e Torti è di proporre alcune idee per completare l’operazione di recupero e riqualificazione di via degli Archi ad opera di SPIM, intervenendo sulle zone di accesso al percorso e sul percorso stesso.

Il fondamento del lavoro è dato dall’aver identificato la “vocazione” di via degli Archi a seguito di alcuni confronti tra la città “storica” e quella contemporanea, dai quali emerge come la strada sia potenzialmente un prezioso collegamento tra il “centro” commerciale e direzionale (via XX Settembre) e la “passeggiata” sopra le mura (corso Andrea Podestà), finora trascurato e poco utilizzato: collegamento parallelo all’asse carrabile di via Frugoni e, pertanto, a vocazione pedonale, complemento e contraltare per chi non si muove con l’auto e per chi ha necessità di un rapido passaggio dal quartiere collinare residenziale e sede dell’ospedale Galliera, al centro.

Le idee proposte vogliono da un lato comunicare visivamente l’identità di via degli Archi sopra descritta e dall’altro intervenire su alcune carenze e alcuni limiti della sistemazione urbana attuale; in particolare:

  • rendere immediatamente evidenti gli accessi alla strada, sia da via Frugoni, sia da via XX Settembre;
  • a tal fine, riqualificare gli spazi-filtro: l’ingresso semi-nascosto da via Frugoni e quello eccessivamente articolato da via XX Settembre a causa della presenza di alcune attività commerciali;
  • rendere visibile anche a distanza la presenza dell’ascensore, che collega corso Podestà e via XX Settembre;
  • rendere evidente la funzione di “cerniera” di via degli Archi tra i due ambiti (la “passeggiata” e il “centro”);
  • a tal fine, rendere raggiungibile via degli Archi attraverso una sosta intermedia dell’ascensore;
  • pedonalizzare l’intero percorso.

Ulteriore intervento proposto dal dAD è quello di utilizzare la superficie libera data dal fabbricato dell’ascensore, e/o del muro adiacente come un segnale a scala urbana, che comunichi di volta in volta informazioni, manifestazioni, visioni della città (led wall).

render piazzetta entrata via archi da via xx settembre
render passeggiata in via degli archi
render via archi vista da zefirino verso via xx settembre
render_entrata_via_archi_dall'alto

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